La solitudine dei numeri zero

E’ entrata questa testa di cazzo…
No, abbassiamo i toni.
E’ entrata una signora in menopausa.
Meno circoscritto.
E’ entrata una donna…
Perfetto, continua.
E’ entrata questa donna e dopo un po’ di passeggio tra gli scaffali si prende il suo bel libro del cazzo…
Non fare il solito con la puzzetta sotto il naso, ti prego.
E dopo un po’ di passeggio si prende il suo urban fantasy romantico, gotico, fotocopia di settecento storie identiche e quindi si avvicina e dice “Ma ragazzi, perché su quel mobiletto ci sono gli altri libri, il penultimo, e quell’altro della stessa autrice, e non questo che ho preso io, che è l’ultimo? Ragazzi, io vi voglio bene. Una copia di questo ce lo metto io.

Potevo dirle che quello non è il tavolo delle novità, potevo dirle che l’ultimo stava esposto proprio nello scaffale delle novità, dove lo ha trovato lei, per altro, potevo dirle Siamo mortificati, invece ho detto La prossima volta troverà una pila del terzultimo.

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