Cose grazie alle quali mi sono comprato un gelato senza panna 7

Barelli è in piedi al centro della saletta del bar. Guarda in alto, verso un neon che manda segnali di resa, e ride. Tassini, Marchino e un altro paio di diplomandi del corso di sopravvivenza a se stessi stanno seduti con le gambe larghe sulle sedie di plastica. Si domandano cosa abbia da ridere ma nessuno glielo chiede. Barelli poi allarga le braccia e un’aria nuova gli scompone il ciuffo. Nessun mistero, è che Braccino ha aperto la finestra del bagno per far asciugare il pavimento. <Ragazzi – dice Barelli – ragazzi miei. Delle volte i problemi si concentrano in un solo luogo, e le soluzioni, indovinate un po’, nello stesso posto. Tutto è qui. Qui è tutto>. Tassini deglutisce secco, Marchino cerca uno sguardo amico, ma trova solo punti interrogativi. Poi domanda a Braccino, il barista, se stamani Barelli ha sbancato il videopoker. Risposta negativa. Si chiude con un tonfo la porta del bagno, il ciuffo sulla fronte del Barelli torna in posizione di riposo e i suoi occhi si piantano su quelli di Marchino. <Sto bene – dice calmo -, sarà meglio spiegarvi quello che intendevo con parole povere>. I quattro sulle sedie si rilassano in attesa del sermone. <Prendiamo un luogo soltanto, il bar. Voi arrivate alle undici per fare colazione e vi tocca un cornetto che ha la stessa consistenza del pane di ieri. La marmellata all’interno è una gelatina in grado di prendere vita se non fosse costretta tra quelle pareti rigide. Voi lo mangiate, alcuni di voi senza accorgersi della differenza che passa con un cornetto fresco, ma questo è un discorso diverso. Poi, subitamente, avvertite un dolorino alla gengiva. Gonfiore, arrossamento. Vi domandate anche il perché>. Barelli li osserva, e quelli puntano Braccino che fischietta colpevole. <Siamo rimasti – riprende Barelli – al rossore del vostre gengive gonfie. Non c’è bisogno però di andare troppo lontano. In questi casi infatti basta ordinare un tè>. Il barista tende l’orecchio e Barelli chiude: <Ordinate un tè e fateci degli sciacqui. È un metodo che usavano gli antichi, prima ancora dell’invenzione del bar. Voi che invece siete moderni, sottolineate al barista che il rossore l’ha provocato lui e fatevi almeno offrire il tè>.

 

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