Cose grazie alle quali mi sono comprato un gelato senza panna 8

Sullo sparo che arriva dal televisore e che fa partire Usain Bolt e un’altra manciata di comprimari per la finale dei cento metri il Barelli dice: <Zucchero>. Nessuno ci bada, perché tutti sono rapiti dalle Olimpiadi. Tassini non si cura nemmeno del cornetto, con la vaniglia che gli cola dal cono all’unghia nera del pollice. Tutti immobili a guardare una gara di velocità. Adesso al bar si discute e si litiga anche per l’atletica. <Anche per l’atletica – dice Barelli – vi scannate per l’atletica, per il tiro al piattello. Vi sento parlare di fossa olimpica, di judo, e tu, tu Marchino che parli di fioretto>. <Barelli, non rompere>. L’euforia olimpica, forse il caldo più di quella, porta Marchino a ingrifarsi contro il guru da bar. Barelli lo guarda, sorride bonario e dice, di nuovo, stavolta ascoltato: <Zucchero>. Marchino lo guarda sulla difensiva, non capisce ed è costretto a rimbalzare. <Che c’è Barelli? Ce l’hai con me?>. <No, io è da prima che Bolt partisse che stavo ripetendo la parolina magica: zucchero>. <Quindi?>. Barelli tossicchia e una volta che in tv si passa dalla pista d’atletica ad una tizia che ci racconta le proprietà di una pomatina intima molto efficace, ecco, in quel momento Barelli parte. <Ho ripetuto la parola zucchero perché sono sicuro che la conoscete tutti, lo usate per addolcire quel brodo nero che vi serve Braccino sul banco ma non sapete nemmeno come si scrive. Io da come lo dite lo vedo che voi rischiate di inciampare sul vostro mento, sul vostro donca. Come si dice Tassini?> domanda a bruciapelo. <Tsucchero>. <Appunto>. <Tsucchero – arringa inviperito Tassini – e allora?>. <Siccome siete limitati, amici miei – stasera vi spiego che se guardate il mondo ad una sola dimensione, continuerete a dire tsucchero, invece di zucchero, e a versarlo nel caffè. Invece, miei poveri amici, se voi foste di più ampie vedute, capireste che lo zucchero non è solo il vostro tsucchero. Ci sono molti modi per utilizzarlo ed uno solo per chiamarlo. Voi fate l’esatto contrario. Ascoltatemi bene: si chiama zucchero, si scrive zucchero e può essere usato anche al di fuori della tazzina di caffè. Per esempio serve per ravvivare le foglie dell’insalata. Voi nel frigo, se avete mai avuto un ciuffo d’insalata, ce lo avete avuto appassito e moscio. Ecco, lasciate le foglie per dieci minuti a bagno con due cucchiaini di zucchero e tornaranno vive>.

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