Italia all’ottavo mese (6)

Capitolo 8. Musica.

 

Qualcosa sui tormentoni estivi è stato già detto ma la musica d’agosto non è soltanto quella lì. Feste di associazioni, circoli, eventi, rassegne hanno tutte la musica dal vivo. Ogni sera un concerto e oltre che per mangiare si va anche per ballare. Le abitudini, poi, sono ben radicate e quindi si pretende di ascoltare sempre la stessa musica. Per gli amanti del liscio è tutto molto facile. Sai già nel dettaglio quello che farai, e non vedi l’ora. Molti conoscono a memoria l’intera scaletta dei gruppi, e se saltano un brano cominciano ad alzare la voce da sotto il palco.

Cena fuori e ballo sotto le stelle, almeno per una decina di volte durante l’agosto, sono il piatto forte dell’estate. Ti ripagano di tante piccole cose mancate che quasi riesci a non invidiare il prossimo per qualche buon giro di pista.

 

Ad agosto se tu non vai dall’idolo, è l’idolo che viene da te. I concerti si moltiplicano e tralasciando quelli allo stadio, sono le piazze che ogni sera ospitano cantanti diversi e popolari.  Una delle meraviglie dell’estate è stato il concerto di Gigione ad Assisi, nella terra di San Francesco. Come ha scritto il Corriere dell’Umbria:

 

 

Baruffa sfiorata, lunedì sera, alla festa del Ponte Rosso a Santa Maria degli Angeli. Il tutto per un posto a sedere in occasione della serata evento dell’orchestra spettacolo “Gigione”, un’occasione da non perdere per il popolo delle sagre che ha richiamato allo stadio comunale Migaghelli migliaia di appassionati di musica.
In previsione del massiccio afflusso, l’organizzazione aveva predisposto un numero limitato di posti a sedere, occupabili dietro versamento di una piccola somma (3 euro a sedia). Pochi – e per questo ambitissimi – posti, per accaparrarsi i quali in molti si sono presentati con diverse ore di anticipo rispetto all’inizio dello spettacolo, in programma per le 21,30.
La presenza di un’emittente locale, che avrebbe registrato tutta la serata, ha tuttavia spinto il mattatore Gigione (all’oscuro delle dinamiche organizzative) a coinvolgere il maggior numero di persone nell’area del sottopalco, ostacolando o addirittura impedendo la visuale ai “privilegiati”.
Si è così originata protesta da parte degli spettatori paganti, che si sono rivolti all’organizzazione per avere indietro i propri soldi. Anche le forze dell’ordine sono intervenute per placare gli animi ed evitare una maxi baruffa, scongiurata solo dopo la restituzione, a chi ne ha fatto richiesta, delle somme versate come cauzione per l’occupazione dei posti a sedere. 

http://www.corrieredellumbria.it/notizie/alla-festa-di-assisi-ce-orchestra-di-gigione-baruffa/0013127

 

La musica in agosto è ovunque. Negli abitacoli delle macchine al massimo volume. E allora lungo lago, lungo mare, lungo il corso, si va col braccio fuori e si avverte il mondo del proprio arrivo. La macchina scorre lenta, la musica fortissima. La musica è nelle rassegne rock, nei bar, nelle discoteche, nelle cuffiette di chi cammina (la posologia vuole che si portino dalla prima mattina al tardo pomeriggio. Ci si può andare anche a correre); la musica è nei reclami di chi vuol dormire e non riesce. Troppa musica, dice.

 

 

 

Capitolo 9. Lo specchio.

 

 

 

Bisogna farsi notare. agosto può cambiarti la vita, quindi: bisogna farsi notare, e riconoscere come parte del proprio gruppo. Se sei uno di quelli che esce nelle prime sere di venticello con il maglioncino sulle spalle sopra la camicia, un pantalone elegante ed il mocassino, non puoi andare troppo fuori dal tuo seminato. La tua acqua è quella. Quello il bar, quella la compagnia. Non farai mai e poi mai un aperitivo sulle sedie di plastica e sotto l’ombrellone marcato Algida di quel bar all’angolo, perché potrai solo ridere di quelli che sceglieranno quel posto lì. Quando esci dal Grand Hotel insieme a tua moglie e ai tuoi due figli adolescenti, da sembrare la parodia di una sit com anni 90 italiana, è normale dirigersi anche nel localino consigliato dalla guida turistica ma è frustrante dividere lo spazio con tutti gli altri che hanno, ancora dopo vent’anni, la stessa invicta dell’ultimo giorno di scuola. Fortunatamente quelli rimangono in piedi o mangiano poggiati al gradino d’ingresso di altri negozi mentre tu cerchi e trovi un tavolo. Un po’ frustrante godere delle stesse prelibatezze, ma stasera ci si rifà su quel ristorantino dove l’ultima volta alla domanda “Gradite qualche assaggio dei nostri antipasti?” hai risposto con “Solo se sono ad un livello superiore al fantastico” e hai lanciato il sorrisone.

Poi c’è chi ha la barchetta e chi fa le foto alla barchetta (alcuni esemplari addirittura mettendosi in posa tra il flash del marito e il benessere sfiorato). “Amò, tienimi il gelato che gli faccio una foto”. “Di chi è lo yacht?” e da questa domanda si scatena un filotto di voci che poi aumenteranno di forza e sicurezza.

In agosto cambia anche il linguaggio della vacanza. Se una volta si poteva dire senza arrossire “pensione completa”, adesso solo a dirlo ti viene in mente la polvere, la noia, l’immobilità. Quasi tutti preferiscono il bed and breakfast, gli agriturismi e la velocità in genere. Perché, come sempre, non c’è un attimo di tempo da perdere.

 

 

 

Capitolo 10. Ritorno alla vita.

 

 

 

Come quando metti un piede nell’acqua per sentire se è troppo fredda così poco a poco ti riabitui a te stesso. C’è però chi lo fa bruscamente, tipo quei tizi per i quali è ingiusto provare pietà; quelli che atterrano a Fiumicino dopo una vacanza a DisneyWorld ed hanno ancora il cappello di Topolino in testa. O la maschera di Pluto. Si trovano di fronte il mondo di luglio, anzi, quello di settembre, e allora lo schiaffo è forte ma non abbassano la testa. Si tengono stretto alle tempie quel ricordo della vacanza ed i più sfrontati ci arrivano fin dentro casa, passando per il taxi, o lo zio che è venuto all’aeroporto e fa poi sosta dalla pizzeria al taglio e dal benzinaio prima di riaccompagnarli. Ora, in cameretta, è ora di togliere quel cappello e capire che è di nuovo settembre. Tutto di botto.

Altri invece vengono reintrodotti alla vita poco a poco. Sono i più fortunati, e dopo la vacanza hanno avuto anche modo di farsi un finesettimana in piscina. Altri ancora restano a casa, ma per riabituarsi alla vita si concedono la domenica all’Ikea, contando le ore che mancano a domattina.

 

fine.

 

 

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