Per non saper leggere

Sappiamo chi siamo, più o meno. E non vogliamo sapere altro. Conosciamo una manciata di colori, una manciata di regioni italiane, una manciata di nozioni che ci permettono alla meglio di arrivare a sera, giorno dopo giorno. Non c’è un limite. Nasciamo, cresciamo e moriamo così.

Giusto pochi giorni fa, una nuova conferma. Sono stato in mercatino di robe usate e robe vecchie. Insieme a paralume arrugginiti, soprammobili e bomboniere a partire da 30 euro, ho trovato anche “Gli operai della vigna” di Giovanni Papini (seconda edizione Vallecchi con la recensione ritagliata da un giornale del 1929) e “I falsari” di André Gide (edizione Bompiani del 1958).

Tutto in fluttuazione con il mercato, domanda e offerta, va bene. È vero. E quindi siamo ben disposti a pagare soprammobili a 30 euro, e libri per poche monete perché di spazio sul mercato per i libri non ce n’è. Non leggiamo, e per un non lettore un libro è un libro, quindi Liala, Follett, Papini o magari anche una prima edizione di un libro che sul mercato può valere migliaia di euro, li troviamo in vendita indifferentemente allo stesso prezzo. Perché un libro è un libro appunto, cioè un plus inutile, un impegno che nessuno sa mantenere, in primis con sé stesso e, in fin dei conti, un soprammobile meno caro ma che arreda male.

Quei due libri li ho pagati 3 euro l’uno. E almeno loro sono in buone condizioni.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: