Quello che ha pensato il cane nel giorno della mia festa del papà

Lo sapete cosa ha pensato oggi il mio amico cane? Oggi che è la festa del papà, e cioè la mia prima festa del papà? Ha pensato, quando l’abbiamo fatto salire in macchina con noi, che eravamo io e lui dietro, e davanti la mia signorina e nel suo sedile, a fianco, c’era pure mia figlia, che appunto questo è il motivo per cui oggi è anche la mia prima festa del papà; ha pensato che si metteva scura.

Perché poi siamo andati dal veterinario, che l’ultima volta l’ha tastato bene e gli ha anche perlustrato, con un guanto blu e del gel sopra, le interiora, direzione prostata. Ma lui, il cane, non credo abbia afferrato il motivo di quel gesto.

E tanto più perché stavolta non provava nemmeno dolori di sorta, quindi deve essergli sembrato un gesto gratuito e violento. Cioè, mezz’ora fa eravamo a fare colazione e adesso c’è uno che mi sta mettendo un dito in culo?

E oggi quando tutta la famiglia si è recata alla clinica, il veterinario mi ha detto: mettilo lì.

E “lì” era una gabbia di metallo, con le sbarre luccicanti.

Io l’ho messo lì dentro e poi il veterinario ha richiuso la gabbia e mi ha dato le informazioni del caso, che il cane dubito abbia compreso.

Il mio amico, che a questo punto deve aver fatto un collegamento con le pubblicità governative che ogni tanto fan vedere insieme alla reclame canonica, per televisione, mentre è solito sbadigliare e trovare una posizione migliore nella sua cuccina di pelo, ha fatto un ragionamento lineare. Cioè: è arrivata una nuova inquilina. Gli fanno più coccole che a me. Adesso siamo saliti tutti sulla stessa macchina. Nessuno è allegro anche se io mi sforzo a salire in collo al pelato. Il pelato mi dice di stare fermo. Adesso siamo arrivati nello stesso parcheggio dell’altra volta. Quella è la stessa porta dell’altra volta. Mi fanno entrare a forza dentro la porta. Adesso mi hanno chiuso in questa gabbia del cazzo e il pelato si inginocchia e allunga la mano, che ha smesso di mangiarsi le unghie ma è sempre la mano di uno stronzo, e vuole farmi una coccola ma io col cazzo. Anzi, mi scanso proprio. Guardo il pelato, la signorina e la bambina. Guardo il tizio dell’altra volta, quello che aveva il guanto. Se ne vanno tutti. Chiudono la porta. Sono dentro una gabbia, al buio e in pratica ecco che voleva dirmi la pubblicità governativa, che questi si dimenticano di te appena arriva una figlia e il vero bastardo è lui che ti abbandona, appunto, però io adesso in pratica sto in attesa di quello che mi succederà e mi possono pure ammazzare subito che non credo più negli amici e in nessuno. Vorrei morire di crepacuore se fosse una cosa rapida, ma dubito. E anzi, se fossi svelto e abile con le robe da smanettoni potrei anche ammazzarmi da solo, con questo guinzaglio che mi han lasciato. Ma ho ripreso paro paro da quel cialtrone pelato bastardo che mi ha tenuto quasi 8 anni e adesso mi ha abbandonato e che non è capace manco a mettere i feltrini ai piedi delle sedie.

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