legna

Ogni volta che faccio un lavoro particolarmente faticoso per il corpo, i muscoli, e in parte anche per la psiche che inizia ad ipotizzare i passi mancanti alla fine della fatica, e di conseguenza si surriscalda, finisce che il cervello si mette in moto. Lo fa cercando una via di fuga, dicendomi che lui non lo voleva quello sforzo, e per dare delle coordinate pratiche diremo che lo sforzo in questione sono 20 quintali di legna da rimettere nella legnaia, il cui tetto in ferro arrugginito e lamiera fredda è più basso di me che devo quindi entrare piegato in due con la legna in mano, e, dicevo, il mio cervello inizia subito a mandare segnali. Mi dice che dovrei faticare di meno e ogni tre o quattro minuti mi manda delle frasi e delle idee che sono costretto a togliermi i guanti, soffiare sul monitor del telefono pieno di polvere da legna e aprire il blocco degli appunti dello smartphone per segnare quelle idee di cui sopra. Sono anche buone, per carità, però non mi frega. Lo so che lo fa perché non ha voglia di rimettere la legna e dopo un po’ si arrende pure il cervello e allora fatichiamo fino alle quattro del pomeriggio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: