Io mi ricordo

Ricordo, e non so perché, uno studente universitario che come me stava aspettando l’inizio di una lezione. Siccome non c’era Facebook (non c’era Facebook davvero) e neanche Whatsapp, e l’unico modo per “vivere” il telefonino era giocare al serpentone o mettere un codice lungo un’intera lavagna per cambiare la suoneria da quella preimpostata alla musichetta, per esempio, del circo, ognuno si arrangiava diversamente. Questo tipo che aspettava l’inizio della lezione stava chino sul legno del banco ad eternare qualcosa di importante. Non gli vedevo la lingua spuntare tra le labbra ma i cartoni animati giapponesi mi avevano insegnato a pensarla lì in quel momento e così lo immagino ancora oggi. Io e i miei due amici ci siamo seduti alle sue spalle, proprio in posizione perfetta, quando si rialzò, per leggere quello che aveva scritto. Aveva scritto: Cerbiattina mi manchi.

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