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Mi pare di capire che sia una roba accettata e di prassi l’uso dei punti esclamativi sui quotidiani di informazione di carta e quelli online. Pure a guardarli, secondo me, sono brutti. Pure nella segnaletica stradale infastidiscono, figurarsi in mezzo alle frasi. Ne tollero al massimo un paio per libro; sugli articoli preferirei non vederne manco uno. Invece sono ormai consuetudine, sia i punti esclamativi sia le espressioni come “Ma dai”, “Mamma mia” “Questa no, eh”, “Addirittura” o similari. Tutte col punto esclamativo in fondo. Sembra che il giornalismo tradizionale (carta e web) abbia preso il peggio dal giornalismo da click (che forse non lo fanno manco i giornalisti veri e propri ma che pare seguito, visto che oltre ai punti esclamativi usa anche i puntini di sospensione per farti cliccare un altro paio di volte o fotografie che ammiccano a qualcos’altro). E’ come se gli alunni insegnassero al professore a farsi una canna in gita, e quello tutto contento inizi a ridere e farne altre cento. E smettesse di usare la penna rossa, le interrogazioni, le spiegazioni e usasse solo le canne per fare lezione.
Oggi facciamo le canne.
E insomma adesso ci tocca vedere dappertutto questa cosa dei punti esclamativi e delle espressioni da bagno che mi sa che non se ne uscirà troppo presto.

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