Libro

Stanotte ho finito di leggere un libro molto bello. Mi era capitato anche recentemente di arrivare lungo a metà notte con un altro libro, il che significa che le ultime pescate sono state molto fortunate. Il libro in questione è “Gli anni” di Annie Ernaux (L’orma editore); lo puoi rigirare come ti pare ma da qualsiasi parte lo vedi resta meraviglioso. Aperture, squarci come quelli di Fontana sulla tela che aprono il mondo come un barattolo e sono pagine destinate a restare per ricordare il nostro tempo, e per ricordare l’uomo. Tutto quello che si deve fare per raccontare una storia personale senza parlare di sé è scritto in questo libro ed andrebbe studiato anche da chi pensa che di vendicarsi del proprio vicino di pianerottolo scrivendo un libro.

“L’abbondanza delle cose celava la scarsità delle idee e il logoramento di ogni credo”.

“In quei negozi, da Darty a Pier Import, eravamo presi da un desiderio assillante di comprare, come se l’acquisto di una cialdiera elettrica o di una lampada giapponese dovesse fare di noi esseri differenti, nella stessa maniera in cui a quindici anni avevamo sperato di essere trasformati dalla conoscenza delle parole alla moda e del rock ‘n’ roll”.

“Non ci restava impresso nulla, se non una frase a effetto alla quale in realtà non avremmo prestato alcuna attenzione se i giornalisti, che non aspettavano altro, non si fossero affrettati a farla trionfalmente circolare. I fatti, la realtà materiale e immateriale giungevano a noi sotto forma di cifre e percentuali, i disoccupati, le vendite di auto e di libri, le probabilità di cancro e di morte, le opinioni favorevoli e contrarie”.

“Il corpo, di cui il jogging, la ginnastica tonificante e l’aerobica assicuravano la forma e l’acqua Evian e gli yogurt la purezza interiore, continuava la propria ascesa. Era lui che pensava in noi”.

“La speranza, l’attesa, non era più riposta nelle cose ma nella conservazione del corpo, una giovinezza immutabile. La salute era un diritto, la malattia un’ingiustizia da riparare il prima possibile”.

“La merda e la morte dovevano essere invisibili”.
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