Libro

“Magari ci saremmo aspettati qualche profonda riflessione sulla vita o sull’arte, un addio cifrato, una giustificazione dell’atto con cui si stava per concludere la sua esistenza. E invece niente. O forse sì: forse in quell’ultima frase sulla cena da preparare Virginia (Woolf) ci ha davvero lasciato il suo messaggio nella bottiglia: qualcosa di semplicissimo, di elementare, come a dire che occuparsi delle più banali faccende quotidiane è altrettanto importante – o forse anche più – che leggere Henry James, perché ci fa sentire ancora legati al ciclo naturale dell’esistenza, accordati al cuore pulsante della vita, che spesso è più vicino, più familiare, più ordinario di quello che immaginiamo”.

Soli eravamo – Fabrizio Coscia (ad est dell’equatore editore)

 

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