Uomini e Canguri

L’avete viste le foto del canguro nell’atto di sorreggere la testa della cangura in fin di vita? Con loro c’era anche un piccolo, e la prima interpretazione di quel terzetto in un parco in Australia, evidentemente basata sulla visione di Bambi, è stata quella che avevamo sempre desiderato per momenti tragici come quello. Che ci è stata data nei cartoni animati, nei sogni, nei film, e che ogni tanto capita nella vita degli umani. Il dolore, la comprensione, lo strazio. Gli occhi gonfi e lucidi sembravano quelli del gatto di Shrek, giusto?

Sbagliato. Il canguro maschio di fronte alla morte imminente della cangura la teneva tra le zampe (o bisogna scrivere braccia?) non per darle l’ultimo conforto ma nel tentativo di accoppiarsi.
E continuando nell’errore di prima, cioè di mettere sempre sullo stesso piano uomini e canguri (canguri, non altri animali di cui si conoscono comportamenti diversi): il tutto davanti agli occhi di un cucciolo.

La corretta interpretazione di quelle foto è arrivata troppo poco tempo dopo la diffusione delle stesse, quindi non c’è stato abbastanza tempo di fare di quel canguro un “eroe”, di riscrivere manuali (sempre basandosi sugli esperimenti di Walt Disney). Altrimenti avremmo avuto nei prossimi tempi il canguro come nuovo simbolo di amore, lealtà, “umanità”.

Quello che mi colpisce di più è il solito modo di trattare le cose. Eroi, vincitori, vinti. Applicato ai canguri come agli uomini. E comunque “umanizzati”, quindi non più canguri. Umanizzati però di soli buoni sentimenti. Come se noi fossimo sempre e solo buoni o predisposti alla bontà. Io non ci metterei le mani sul fuoco che in giro per il pianeta non si trovi un umano bipede pronto a fare la stessa cosa che voleva fare quel canguro lì nella medesima situazione (non con un canguro, non mi spingo così oltre).

Per fortuna, quindi, non c’è stato tempo per vedere premiato il canguro, o invitato in qualche talk show; meglio scoprirle subito le cose (attraverso gli studi di scienziati e non interpretazioni dettate dalla visione dei cartoni animati) che prendere una mazzata dopo. Anche perché ho vissuto parte dell’infanzia e prima adolescenza credendo che Bill Cosby fosse un padre modello e un perfetto pedagogo.

canguro

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