Premio Campiello

Molto polemici, i Letterati 2016, senza freni contro quasi tutto e tutti. Luigi Matt: «Dei 230 volumi che ci sono arrivati quasi tutti mancano di specifico letterario. Gli autori sono troppo impegnati a scrivere per aver tempo di leggere letteratura. Storie consolatorie, ricalcate sulle notizie del telegiornale, scritte con un linguaggio da giornalismo corrivo». Ermanno Paccagnini: «Ho dovuto staccare il cellulare per bloccare le segnalazioni, innumerevoli le mail che mi dicono: Questo è il nostro candidato. Confondono il Campiello con lo Strega. Troppi i libri gne gne, scritti da professori». Vecchioni: «230 sono troppi. Quindi non ho letto: i più lunghi di 300 pagine, gli storici e i biografici perché che me ne frega a me di Schumann, le lotte tra bene e male, le storie di gente che viene e va per l’Italia, gli eroismi, le resistenze, i disastri umanitari. Ne sono rimasti 15, che ho apprezzato moltissimo». Zecchi: «Ora ho la certezza che la letteratura non esiste più. Inoltre ho profondo fastidio verso questa giuria di eterni: si metta mano allo statuto e ci si tolga questa idea che il giurato Campiello è più inossidabile dello sposo per la madre Chiesa».

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/premio-campiello-doninelli-e-tarabbia-i-finalisti-1264628.html

 

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