Lo vedi quello lì?

Qualche settimana fa mi è successa una cosa che soltanto adesso ho realizzato essere simile alle visioni di Kevin Costner nel film “L’uomo dei sogni”. Lui avvertiva dei segnali e sentiva delle voci venire dal grano alto davanti la sua casa in qualche profondissima campagna americana che lo spingevano a costruire al posto dei campi seminati uno stadio da baseball. A me invece è successo che quella mattina mi ero accordato per vedere  un amico che passava dalle mie parti tornando dal mare. Avrebbe dormito ad una quarantina di chilometri da casa mia, sulla strada che il giorno dopo lo avrebbe riportato al Nord e così ci eravamo accordati per la cena. Prima volevamo farla dalle mie parti. Poi il traffico e il lungo viaggio hanno mandato a monte questo piano, e così abbiamo deciso di vederci vicino all’autostrada, in un ristorante che conoscevo. Ho prenotato e sono partito. Lungo la strada ho trovato quei pochi semafori che ci sono dalle mie parti, tutti rossi. Tutti quanti. Superato lentamente l’ultimo di questi arriva la sua telefonata. Dobbiamo annullare perché c’è un incidente, un camion ribaltato. Lui dovrà correre al b&b visto che è già molto in ritardo con il tizio che l’aspettava per le 20, ha mal di testa, è stanco. Non possiamo vederci. Io decido di tornare verso casa. Scendendo in senso inverso i semafori diventano tutti verdi. Ci faccio caso e mi viene da ridere. Almeno, mi dico, all’andata con tutti quei semafori rossi ho risparmiato chilometri che avrei percorso inutilmente. Scendo l’ultima collina e in fondo c’è un semaforo, ancora verde. Alla sua destra le luci in lontananza di un campo di calcio illuminato. Un altro amico mi aveva detto che quella sera avrebbe giocato una partita amichevole con la sua nuova squadra proprio lì. Mi avvicino al semaforo e questo diventa arancione e poi rosso. L’auto davanti a me svolta per il bivio che conduce al campo sportivo. I finestrini sono abbassati, è ancora caldo, le cicale cantano e abbassando la radio sento anche le urla venire dal campo. Dietro di me non c’è nessuno. Il semaforo si fa verde ma resto fermo qualche altro secondo. Mi scappa un sorriso e svoltare verso quei riflettori diventa inevitabile.
Vado a vedere la sua partita, e durante la gara parlo con un vecchio compagno di scuola trovato casualmente su in tribuna. A un certo punto, senza aspettarmi niente, inizio a notare alla mia destra un tizio. Fastidioso, per quanto posso vedere e capire. Molto fastidioso. Decido di osservarlo meglio e qualche minuto dopo noto che il vecchio compagno di scuola sta facendo lo stesso. Lo conosce superficialmente e mi racconta qualcosa di lui in poche e precise battute. Quanto basta per convincermi a farne un personaggio di un lavoro che ancora non conosco.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: