Archivi categoria: Storie di libreria

Il buio

Io invece ricordo quando ho visto vendere “Il buio oltre la siepe” spacciando Harper Lee per un uomo.

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Donald Crowhurst

Tra le cose che mi mancano molto della libreria dove lavoravo c’è “Deep Water”, che è un film che mi ero comprato e avevo trovato bellissimo. Lo avevo prestato ad un cliente non troppo assiduo ma che mi ispirava fiducia e simpatia, col quale avevamo fatto belle chiacchierate su alcuni libri; ricordo ad esempio quello di Filippo Tuena, “Ultimo parallelo” insieme ad un altro curato da lui che era “Scott in Antartide”. Insomma, mi ero proposto di prestargli questo dvd che lui non aveva visto e che considerate le letture che faceva pensavo potesse piacergli. Lui ha accettato con un bel sorriso e, indovina, è andata a finire che si è tenuto il dvd nonostante le promesse di riportarlo.

Il film è basato sulla storia di Donald Crowhurst che da navigatore della domenica si iscrisse alla regata attorno al mondo con in palio un bel gruzzolo di soldi. L’unica sua motivazione. E’ la storia di una menzogna, tra farsa e tragedia, ed è soprattutto una storia vera. Ha anche ispirato alcuni capitoli di uno degli ultimi libri di Jonathan Coe, “I terribili segreti di Maxwell Sim”.

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Piacerini

Tra i piaceri sottili che si provano a non lavorare più in libreria, per un certo tipo di clienti, per molti clienti, a dire il vero, c’è quello di non doversi sentire dietro le richieste del momento. Il libro-film o film-libro, Il libro del famoso appena morto, le scie chimiche dei libri che seguono quello di successo nello stesso genere, nel titolo simile, nel contenuto simile, nel curriculum dello scrittore.

Soprattutto, direi, il bello è di non doversene curare più. Proprio per niente. Ignorarne le storie e anche l’esistenza. Sapere che esistono ma fregarsene completamente, che sono lì davanti, all’ingresso, ma continuare a campare da lettore, tirando dritto.

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Unghie

Io ho smesso di mangiare le unghie un paio di volte nella mia vita. L’ultima tre o quattro anni fa ormai. E ho smesso, dicevo ai signori clienti e a qualche lettore che capitava in libreria, per togliere senza fatica le pellicole dalle novità Einaudi.
Però, adesso che non lavoro più in libreria, potrei anche ricominciare.

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E tu? Che libro ruberesti?

Comunque, per dire il livello, negli anni in cui ho lavorato in libreria uno dei libri che ci han rubato di più è stato “Cinquanta sfumature di grigio”.

Quando cercavo a scaffale qualcos’altro, tipo Fante, tipo Manganelli, tipo Carver, e poi non li trovavo al loro posto mi veniva il sospetto. Vai a vedere che c’hanno rubato un libro buono.
No, niente. In terra con un batuffolo di polvere o in magazzino nello scaffale rese.

solone del libro

Sempre sul pezzo i clienti della libreria che nei giorni del Salone del libro di Torino entrano e chiedono:

a- salvadanaio

b- piste per le biglie

c- borsetta

d- bicicletta

e poi quei dialoghi surreali:

cos’è?
zuccheri, signora
cioè?

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Il libro di legno

Vorrei il Piccolo principe con la copertina in legno.
In legno?
In legno.
Non ce l’ho. Non esiste.
Ma, scusi, è cambiata gestione?

 

Anche se fosse, prima di noi non c’era una falegnameria.

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