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Libro

Io possiedo…

Thomas Bernhard “A colpi d’ascia”.
L’unico problema è che li ho letti quasi tutti e sono ancora giovane.

tb

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Libri nuovi non usati ma nuovi ma usati

Quando devo comprare dei libri che sono anche ultime uscite butto un occhio anche ai siti di vendita online di usato.
Uno, a rigor di logica, non dovrebbe trovare le ultime novità su Libraccio ma capita invece che spesso ce ne siano alcune copie e questo fenomeno si spiega solo in una maniera. Cioè che tutte le persone, spesso giornalisti, amici, mestieranti della comunicazione a vario titolo che ricevono libri gratis dalle case editrici li rivendono.
Con una mano prendono il libro e con l’altra digitano fanno il login su Libraccio per rivenderlo.

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Manco gratis

Tra ieri e oggi sono andato tre volte al Conad. La terza volta sono stato costretto dalle precedenti due. Perché la prima volta avevo preso il pesce in offerta, tra cui mezzo chilo di acciughe; la seconda volta perché mi è presa voglia di mangiarmi in solitaria il mezzo chilo di acciughe con un tot di pasta e con dei pomodorini, capperi, olive nere, eccetera. La terza volta, poco fa, perché avevo dimenticato il vino bianco. E insomma, sta proprio brutto mangiare pesce con l’acqua. O peggio con il vino rosso.
Tutte e tre le volte mentre aspettavo il mio turno in cassa, i cassieri domandavano ai clienti.

“Li fai i bollini per i libri?”
“I libri?”
“Esatto”
“No”
“Ho capito, va bene, arrivederci”
“Ciao”

Uno scambio di battute abbastanza rapido nel quale il cliente rispondeva sempre domandando: “i libri?” con quel tono lì, come se il cassiere gli avesse detto
“Bravo, compra pure le merendine, faccia di merda”
“Faccia di merda?”
“Esatto”
“Quella gran troia di tua sorella”
“Ho capito, va bene, arrivederci”
“Ciao”

Domani torno a vedere se la situazione degenera.

acciuga2

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Messaggero

Ripescaggi:

Avete presente gli streakers? Sono quei tizi che durante una partita entrano in campo, solitamente nudi, e bloccano per alcuni secondi lo spettacolo. Adesso immaginate il centro storico, domattina, o anche solo tra una mezz’ora, e invece del solito banalissimo tizio nudo che corre su e giù come allo stadio, figurate di veder partire una decina di persone con un libro in mano. Magari leggendolo ad altra voce o sfogliandolo in silenzio, si potrebbe rendere un effetto simile. E questo non solo per entrare, chissà, magari, in una nuova edizione del libro “Leggere Perugia” con gli scatti di Claudio Montecucco per Aguaplano editore ma anche per divertirsi a vedere cosa succede poi, se in mezzo alla strada ci si mette a parlare di libri e farli parlare invece che di rigori inventati, assenza di mezze stagioni e “come Nell’attesa che non si verifichi torniamo a segnalare presentazioni. […]

 

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Dammi tre minuti

Prima c’era la prefazione. Poi, siccome bisognava leggere troppo hanno sveltito il processo, tolto la firma di quello noto che faceva le due pagine ante romanzo, e messo una frase secca per attirare l’acquirente. Siccome non sapevano dove metterla han deciso di non far fare nemmeno lo sforzo di aprire il libro e metterla come una fascetta sulla copertina. Considerando che scrivere “bello” non era troppo efficace, ma lo hanno scoperto solo dopo averlo fatto, ovviamente, han deciso di parlare di un romanzo scrivendo dei numeri contabili. Numeri inverificabili oltre tutto, perché si parla di lettori planetari, condivisioni sui social, copie stampate.
Saranno almeno 3 minuti che mi sto interrogando su quale sarà il prossimo passo, e siccome devo andare a controllare la roba in forno ho scritto questa pappardella perché avevo paura che tornando sul divano mi sarei dimenticato lo spinoso interrogativo.

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I libri di mia figlia

Mia figlia, sempre un anno e spicci, stavolta ha tirato giù dagli scaffali un paio di libri e poi se n’è andata. I due libri in questione sono: “A undici metri dalla fine” di Gian Luca Favetto e “Edmond Gaglion & figlio” di Joel Egloff (Instar Libri) che parla di un’attività di pompe funebri.

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Donald Crowhurst

Tra le cose che mi mancano molto della libreria dove lavoravo c’è “Deep Water”, che è un film che mi ero comprato e avevo trovato bellissimo. Lo avevo prestato ad un cliente non troppo assiduo ma che mi ispirava fiducia e simpatia, col quale avevamo fatto belle chiacchierate su alcuni libri; ricordo ad esempio quello di Filippo Tuena, “Ultimo parallelo” insieme ad un altro curato da lui che era “Scott in Antartide”. Insomma, mi ero proposto di prestargli questo dvd che lui non aveva visto e che considerate le letture che faceva pensavo potesse piacergli. Lui ha accettato con un bel sorriso e, indovina, è andata a finire che si è tenuto il dvd nonostante le promesse di riportarlo.

Il film è basato sulla storia di Donald Crowhurst che da navigatore della domenica si iscrisse alla regata attorno al mondo con in palio un bel gruzzolo di soldi. L’unica sua motivazione. E’ la storia di una menzogna, tra farsa e tragedia, ed è soprattutto una storia vera. Ha anche ispirato alcuni capitoli di uno degli ultimi libri di Jonathan Coe, “I terribili segreti di Maxwell Sim”.

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L’unico romanzo buono

Il romanzo è buono buono quando dopo ogni capitolo letto, o anche a fine paragrafo, o dopo una frase particolare, mi viene da chiudere il libro e guardargli la quarta di copertina con una faccia ammirata. Quella cioè con gli spigoli della bocca che vanno giù in basso.

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All’attacco

In difesa dei libri si fanno tante cose, tranne leggerli.

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Unghie

Io ho smesso di mangiare le unghie un paio di volte nella mia vita. L’ultima tre o quattro anni fa ormai. E ho smesso, dicevo ai signori clienti e a qualche lettore che capitava in libreria, per togliere senza fatica le pellicole dalle novità Einaudi.
Però, adesso che non lavoro più in libreria, potrei anche ricominciare.

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